Nel 1990 il politologo sinologo americano, nato in Cina, Lucian Pye scrive in un famoso articolo: “la Cina è una civiltà che fa finta di essere una nazione” anche tradotto “uno Stato”. A quei tempi questa era la definizione che un analista statunitense dava della Cina: chissà se c’è ancora qualcuno in America che giudicherebbe la Cina in questo modo.
Di sicuro si può dire che nonostante tutto ciò che si conosce della Cina, ancora oggi resta un mistero: proprio per questo subiamo quel suo fascino nascosto, a metà fra ammirazione e timore, primi fra tutti noi europei e italiani.
Iniziamo a conoscere la Cina dalla sua geografia fisica, come si vedevano in passato gli abitanti di quest’ampia area e soprattutto perché si definiscono da sempre “Impero del centro”.


La Cina è suddivisa in 2 parti ben distinte: la maggior parte è a ovest, caratterizzata da una vasta area suddivisa fra le montagne più alte al mondo e ampi deserti freddi, e poi una parte più piccola a est con pianure fertili bagnate dai fiumi Azzurro e Giallo, e le coste sul Pacifico.
A ovest c’è la catena dell’Himalaya con a sud il Monte Everest suddiviso con Bharat (India), e l’altopiano del Tibet di 4.000 metri, il “tetto del mondo”. Poi ci sono i deserti del Gobi e del Taklimakan, molto secchi e freddi in inverno. Per motivi climatici tutta questa zona è la meno popolata: gli abitanti sono di varie etnie e lingue meno parlate rispetto al resto del Paese.
A est invece troviamo l’ampia pianura cinese con campi arati che offrono nutrimento alla zona di gran lunga più popolosa della Cina. Qui c’è a nord il Fiume Giallo, così chiamato perché porta molta terra fertile di colore giallo; mentre a sud c’è il Fiume Azzurro, il più lungo di tutta l’Asia, importante per l’agricoltura e per le dighe idroelettriche. Sempre a est troviamo le città più grandi della Cina, situate soprattutto sulle coste a sud e a est del Paese. Sono coste frastagliate difficili per gli attracchi, bagnate a est dal Mar Giallo e dal Mar Cinese Orientale, mentre a sud dal Mar Cinese Meridionale. La stragrande maggioranza della popolazione vive in quest’area e sono di etnia Han, che rappresenta il 90% della popolazione cinese.

La Cina ha una popolazione di 1,412 miliardi di persone, a cui si aggiungono circa 40-60 milioni di cinesi sparsi nel mondo: il censimento è difficile. Calcolate che nell’Indo Pacifico c’è solo Bharat che ha di recente superato la Cina per numero di abitanti e in un territorio più piccolo: attualmente infatti sono 1,47 miliardi, oltre a circa 18 milioni di indiani nel mondo.
La popolazione è un fattore importante in geopolitica. Ad esempio la Russia nel territorio più vasto al mondo contiene 115 milioni di russi nell’80% delle sue terre, e ci sono altri 30 milioni di russi nel mondo. Gli Stati Uniti sono 349 milioni, ma non sono mai stati censiti gli statunitensi nel mondo.
Capite bene che la Cina può vantare non di essere lo Stato più popoloso al mondo, ma sicuramente quello che ha una penetrazione molto capillare e numerosa negli altri Stati. In questo modo ha conosciuto culture, stili di vita, società, politiche, etnie differenti dalla sua, carpendo usi e costumi senza mescolarsi. Questo perché i cinesi hanno mantenuto nei millenni le stesse caratteristiche somatiche e perfino le usanze del passato, come ha evidenziato il Presidente Xi Jinping al Presidente USA Donald Trump durante la sua famosa visita alla città proibita nel novembre 2017. La Cina come Paese è nato 4.000 anni fa.
A questo punto è importante capire cosa i cinesi che vivono in Italia vedono di noi italiani: ecco alcuni esempi di questo periodo. Che idea si stanno facendo di noi a 4 anni e mezzo dalla guerra in Ucraina e a quasi 3 delle guerre d’Israele, fra cui la recente in Iran del 28 febbraio 2026?
Le prossime mappe mostrano come si vedono i cinesi fin dal passato cioè “al centro del mondo”, sia nelle mappe orizzontali sia ancor più in quelle verticali. La Cina si mette al centro dell’Oceano Pacifico rivendicandone così il ruolo.



Le mappe geopolitiche sono pubbliche e di ciascuno Stato evidenziano il modo di vedersi e di vedere gli altri. Da quando la Cina ha scelto di mostrarsi con questo tipo di carte, sia i paesi asiatici che i paesi atlantici hanno cominciato a guardarla con sospetto e timore.
Se guardiamo le mappe di Limes della Cina politica, comprendiamo meglio che gli obiettivi cinesi non sono più solo quelli terrestri, come le vie della seta che da oriente a occidente attraversavano l’Asia. Oggi esistono anche le vie della seta marittime, dove le isole cinesi rappresentano solo la prima linea di penetrazione: le rotte commerciali sono molto più ampie e abbracciano tutto il mondo.





Vi consiglio un video di Giorgio Cuscito analista sinologo di Limes, che dialoga su come la Cina vuole aggirare gli stretti dopo il blocco di Hormuz, nella recente guerra di Israele e USA contro l’Iran.
Da centinaia di anni i cinesi esportano i loro prodotti. La differenza è stata nel nuovo millennio quando la Cina è diventata prima al mondo nella difficilissima lavorazione dei metalli utilizzati nelle nuove tecnologie. I chip sono fondamentali per far funzionare cellulari, satelliti, automobili, macchinari, armi e tanto altro. Se è ancora vero che la tecnologia americana è la più utilizzata al mondo, anche se più cara rispetto a quella cinese, i metalli che compongono tale tecnologia sono per la maggior parte cinesi. Per questo motivo sui chip si basa la competizione fra USA e Cina.


Cosa sai della Cina e dei cinesi?
