80 – La geopolitica dei Paesi dell’Indo Pacifico

A differenza dell’Europa, degli Stati americani e della Russia, la geopolitica dell’Indo Pacifico come quella degli Stati africani è cominciata a definirsi dopo la seconda guerra mondiale, cioè quando si è deciso di chiudere con la fase del colonialismo e di aprire a una nuova fase della storia: l’autoaffermazione di tutti i popoli e quindi di tutti gli Stati del mondo. Questo è infatti il primo momento della storia dell’umanità in cui tutte le organizzazioni nazionali si definiscono, o tentano ancora oggi di autodefinirsi in un mondo che cambia. Il bisogno di autoaffermazione deve infatti faticosamente conciliarsi con l’affermazione delle potenze mondiali, e non sempre la modalità è indolore come per quella parte di mondo che a Limes chiamano ordolandia. In caoslandia oltre a problemi economici e umanitari, i disordini e i conflitti aumentano, specchio di tutte le difficoltà che esistono per definire in quei luoghi un assetto istituzionale accettato da tutti.

Dopo la seconda guerra mondiale, nell’Indo Pacifico troviamo il Giappone distrutto e appannaggio degli USA, Bharat (cioè l’India) che tenta di restare unita internamente quando non ci sono più gli inglesi a tenerli insieme, e la Cina che cerca il ruolo che pensa per sé, l’antica e nuova “terra di mezzo”.

Sulla geopolitica degli USA, della Russia e dell’Europa rimandiamo agli articoli precedenti e vedremo con calma la geopolitica dei principali Stati dell’Indo Pacifico, ma fin da subito vogliamo evidenziare che le potenze hanno continuato ad influenzare queste terre soprattutto per la circolazione delle merci negli oceani indiano e pacifico, vero cuore della globalizzazione, atto irreversibile e sempre rimodellabile. Gli Stati Uniti hanno imposto il loro dominio militare ed economico, ma ciò non ha impedito ai diversi popoli di affermarsi e conquistarsi la loro fetta di mondo e il loro ruolo nella storia. Fino ad arrivare ai giorni d’oggi in cui tutti si guardano e si muovono in un sistema di alleanze meno stringenti e basate soprattutto su valori condivisi.

Riportiamo le mappe di Limes che mostrano la supremazia geopolitica degli USA e i collegamenti con i Paesi Nato e con tutti gli altri Paesi dell’Indo Pacifico.

Oggi la centralità geopolitica si basa su 2 mondi e 2 modi di pensare: il sistema atlantico di cui facciamo parte anche noi italiani, quelli più a confine con il sistema indo pacifico, che abbraccia tutta l’Asia e che ha molte influenze in Africa. Riuscire a guardare e continuare a guardare queste 2 o 3 ampie aree del mondo nel loro modo di vedersi, è lo scopo di chi vuole fare geopolitica oltre che studiarla.

Ovviamente per gli Stati Uniti lo scopo della geopolitica è il contenimento della Cina soprattutto tecnologico, per la Russia è l’affermazione delle proprie tradizioni e del proprio modo di vedere il mondo, e per la Cina è ritornare il centro di quello che era il mondo durante le dinastie passate, senza cadere negli errori egemonici che hanno portato tante guerre prima di tutto nello stesso indo pacifico.

In tutto ciò, oltre a uno sguardo sui centri economici e finanziari del mondo, è importante tenere sempre presente che il cuore di tutto in questa parte di mondo sono i miti, le leggende, le storie che appassionano le menti e le anime dei popoli. E quindi l’antichità nell’Indo Pacifico fa eco con l’antichità dell’Europa a cui tutti i popoli continuano a trarre esempio per i loro destini: primo fra tutti il mondo greco romano. L’Europa proprio ora sta cercando una propria via e un nuovo ruolo nel mondo, un po’ come sta facendo la Cina. I parallelismi sono tanti e li evidenzieremo in seguito, ma la fascinazione principale resta Roma, il primo impero non-impero dell’umanità. Inglesi, tedeschi, ma anche francesi, americani e via via tutti i popoli del mondo vengono in Italia e studiano i nostri avi tanto da rubare idee per avvalorare le loro posizioni.

Basti pensare alla vecchia e nuova competizione interna all’Europa rappresentata dalla Germania, e a come viene vista dal mondo intero.

Ultimo aspetto da considerare sono i confini acquatici primo fra tutto Taiwan, cuore delle competizioni indo pacifiche. Qui si concentrano i conflitti tecnologici, spaziali e militari, e qui si affrontano e si adattano le aziende, mentre i poteri economici si sfidano e si accordano.

Queste stesse aziende sanno quanto è importante l’acqua e il mutamento climatico, tanto da prevenire i bisogni futuri. Costruiscono impianti di desalinizzazione come in Asia Occidentale sparpagliandoli nei mari, e dighe che possano arginare l’innalzamento delle acque soprattutto in tutte quelle città porti strategici fondamentali per l’economia eurasiatica, salvando le piccole comunità dove è impossibile agire preventivamente.

Ecco 2 video che mostrano i movimenti delle acque nell’Oceano Pacifico, e la competizione spaziale vista dagli occhi degli europei.

Non è un caso che in cinese il termine usato per definire un momento di cambiamento è weiji, che contiene sia l’aspetto del “pericolo” che il “punto cruciale”. In greco esiste la parola krisis, termine molto simile e che contiene sia il significato di “distinguere” sia di “decidere”. E tutti ci auguriamo che la lingua antica illumini le menti dei nuovi decisori.

Cosa sai della geopolitica indo pacifica?

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