Sono due le domande principali sulla Russia di oggi: la Federazione Russa è più Europa o più Asia? E perché Putin ha invaso l’Ucraina?
A parte il fatto che da un punto di vista geografico Europa ed Asia sono un unico continente e bisognerebbe parlare di Eurasia, il che collocherebbe la Russia nel suo vero ruolo. Tuttavia queste due domande sono collegate proprio alla questione Ucraina e all’operazione militare speciale che Putin ha intrapreso dal 24 febbraio 2022.
Questa è la data spartiacque fra il mondo che noi europei pensavamo senza guerre e quindi “fuori dalla storia”: invece quel brutto risveglio ci ha portato al “ritorno della storia” fatta di conflitti. Ovviamente non viviamo in un mondo con estremi cambiamenti, cioè non siamo in una guerra mondiale, anche se oggi ci sono diversi modi per fare una guerra. Rispetto alla storia umana assistiamo a un periodo di mutamenti globali ma ancora sotto controllo, e questo ci consente un margine di riflessione e di collocare anche l’Italia in una nuova prospettiva. Noi europei post guerre avevamo davvero creduto alla pax americana, abbracciato la globalizzazione e nel caso dell’Italia barattato una certa autonomia strategica con la difesa statunitense pur di uscire fuori dal baratro della guerra persa rovinosamente. Gli USA avevano agito come sappiamo per motivi strategici e la stessa Russia indirettamente ha agevolato questa condizione durata decenni, proprio con la sua competizione con l’occidente. Ecco che oggi il 24 febbraio 2022 ci trasmette paure, a volte fastidio, ma anche maggiore consapevolezza.
Vi mostro una cartina di Limes del primo periodo di invasione dell’Ucraina per capire cosa era successo in quelle prime settimane.

Inizia tutto a fine 2013 quando nella piazza Maidan di Kiev si radunarono alcuni manifestanti che chiedevano migliori rapporti commerciali con l’Europa. Poi queste rivendicazioni abbracciarono più ambiti a favore di una collocazione dell’Ucraina nella comunità europea e divennero violente, fino a culminare nel 2014 con la rivolta di quella che fu ribattezzata piazza Euromaidan.

La situazione divenne talmente insostenibile che a febbraio l’allora Presidente eletto filorusso Viktor Yanukovich dovette fuggire in Russia, e al suo posto venne eletto a maggio Petro Poroshenko. In tutta risposta Putin approfittò della confusione per annettere la Crimea e iniziare a difendere le rivendicazioni delle regioni a sudest filorusse nel Donbass, instaurando un conflitto permanente: l’Ucraina iniziava a dividersi fisicamente in due modi di sentirsi fra occidentali e russi.
Dal 2014 la Russia comincia a rivolgersi non più verso l’Europa come aveva sempre fatto: ancora oggi la maggior parte dei russi abitano nella Russia europea, la cultura russa è espressione della Russia europea, e se noi europei pensiamo alla Russia è a Mosca e San Pietroburgo che facciamo subito riferimento. Dal 2014 la Russia inizia il suo percorso di avvicinamento verso la Cina: una scelta obbligata che presenta vantaggi, ma col tempo è anche insidiosa e pericolosa perché rischia forme di dipendenza economica e strategica.


Nel 2019 viene eletto l’attuale Presidente ucraino Volodymyr Zelensky, punto di riferimento della resistenza ucraina.

Come sappiamo, dopo 8 anni in cui soprattutto gli inglesi armarono e addestrarono gli ucraini a difendersi, ci furono quei primi giorni del 2022 in cui diversi leader europei dialogarono con Putin e lo stesso presidente francese Emmanuel Macron si recò a Mosca: ma nessuno credeva davvero in un’invasione.
Ci sono responsabilità e vantaggi ad essere un leader autorevole e autoritario come Putin, perché sai di tenere unito il tuo popolo ed evitare la disgregazione dello Stato. Ma come rischio c’è che chi ti circonda tende a compiacerti e a non dirti tutta la verità. Non lo sapremo mai davvero quello che è successo al Cremlino in quei giorni, ma forse quando Putin chiese ai suoi consiglieri e generali se era davvero fattibile entrare in Ucraina per destituire il presidente e imporne uno filorusso, ecco che gli devono aver detto che era addirittura “una cosa facile”.

Ma come si era arrivati a tutto questo?
La storia delle terre e dei popoli che attualmente abitano l’Ucraina inizia con il Medioevo (IX-XIII secolo) e lo Stato Rus’ di Kiev che abbracciava i territori dell’attuale Bielorussia, Ucraina e Russia europea. Poi si assiste a un lungo periodo (XIV-XVIII secolo) di dominazione prima mongola, poi sotto il Granducato di Lituania e poi sotto la confederazione Polacco Lituania: questo ci fa capire le frizioni che ancora oggi riemergono in quella parte d’Europa. La rivolta dei Cosacchi portò alla parziale integrazione con l’Impero Russo: nel XVIII secolo l’Ucraina fu divisa fra Russia e Austria, subendo politiche di russificazione. Con la Rivoluzione russa l’Ucraina divenne una delle 4 Repubbliche Socialiste Sovietiche. Durante l’implosione dell’URSS, l’Ucraina dichiarò l’indipendenza il 24 agosto 1991 confermata da un referendum.
Oggi l’Ucraina è una regione molto variegata al suo interno: nella parte più a ovest ci sono popolazioni con lingue e influenze più occidentali, invece le popolazioni ad est si dichiarano russe. È una regione a confine e quindi guardata sia da est che da ovest con molti timori e sospetti. A parte i Balcani, dopo il crollo del muro di Berlino nel 1989 era proprio questa la parte più instabile d’Europa, quella linea di demarcazione che rimaneva fra i due fronti opposti, e quindi quella più a rischio insurrezioni e conflitti.


Dal 2022 viviamo in una continua propaganda come sempre accade in momenti di guerra, ciascuna nazione per la propria tipologia: come esiste nella Federazione Russa così esiste in tutti gli Stati europei compresa l’Italia, e ciascuno rivendica ingerenze da parte del blocco opposto. Sono iniziate nuove forme di minacce come quella informativa fatta di fake news e deepfake e veri attacchi hacker.
Dopo 4 anni di guerra, tutta l’Europa si sta attrezzando ad est con una “nuova cortina” con basi militari, armamenti e truppe: al nord i paesi baltici fanno esercitazioni congiunte nei mari baltici e artici e costruiscono difese terrestri, mentre a sud si edificano nuove basi americane e NATO lungo i confini con la Russia.
La guerra ucraina è una guerra ancora “antica” con trincee e modalità classiche, tranne per una cosa: è diventata e riconosciuta come il primo luogo in cui si sono testate e ormai utilizzate quotidianamente armi nuove. Droni turchi, i satelliti di Elon Musk e l’intelligenza artificiale a scopi militari sono il tratto caratteristico di questa guerra, tanto da fare da apripista.
Vi mostro alcune ipotesi strategiche di questa nuova cortina.



Da notare che il progetto di Putin della “Nuova Russia” comprende le 4 regioni del Donbass (Donec’k, Luhans’k, Zaporizzja e Kherson) in larga parte autoproclamate russe dopo il referendum del 30 settembre 2022, la Crimea già annessa nel 2014 e Odessa: tutte terre che si affacciano sul Mar Nero. Se viene conquistato il porto di Odessa, questo progetto impedirebbe all’Ucraina l’accesso ai traffici marittimi. È una specie di riproposizione della Nuova Russia del XVIII secolo, a dimostrare come l’utilizzo della storia da parte di tutti i capi di Stato di ogni epoca, può essere un mezzo molto efficace per giustificare, prima di tutto al proprio popolo, le scelte e in questo caso i sacrifici.
Cosa sai della guerra in Ucraina?

L’avvio della perestroika culminata nel crollo del muro di Berlino ha cambiato le prospettive d’integrazione europea, ha anche portato con se la definizione di nuovi stati e conflitti bellici in Europa. Conflitti che rischiano di allargarsi ulteriormente. L’unione Europea dovrebbe giocare il ruolo di protagonista consapevole, lavorando per costruire il dialogo e la composizione dialettica dei conflitti.
L’articolo offre tanti spunti di riflessione.