70 – Cenni storici della Federazione Russa

La storia della Russia e del popolo russo è antica e la cultura russa ha determinato il destino dell’Europa. Le prime notizie del popolo russo risalgono al 862 a.C. in un territorio che comprendeva popoli scandinavi, slavi e finnici.

Nell’882 d.C. fu conquistata Kiev che divenne la capitale e fu poi convertita al cristianesimo, unendo la cultura slava con quella bizantina. Un secolo dopo fu terra di conquista mongola, ma dopo il XIII secolo Mosca divenne un centro culturale e politico determinante per l’unificazione delle terre russe. Nel 1480 il Granducato di Mosca si rese indipendente dalla Mongolia con Ivan il Grande che si fece chiamare Zar (da Cesar, il nostro Giulio Cesare). Da quel momento il popolo russo e i diversi Zar presero consapevolezza e cominciarono periodi di rivolte interne ma anche di conquiste, fino all’incoronazione del primo Zar Romanov nel 1613. Da quel momento i russi cominciarono ad avanzare e popolare tutta la Siberia spingendosi nel tempo fino all’attuale Alaska, alla ricerca di un confine naturale che li facesse sentire protetti.

Nel 1721 lo Zar Pietro il Grande ribattezzò lo stato Impero Russo e nominò San Pietroburgo come sua capitale. Con lui inizia l’occidentalizzazione della Russia che attirò tantissimo artisti europei e influenzò le rispettive culture. Anche in seguito nel 1762 con la Zarina Caterina la Grande, la principessa tedesca famosa per aver ordinato la fondazione di Odessa sul Mar Nero, l’occidentalizzazione si trasforma nell’Illuminismo Russo.

Il nipote di Caterina, lo Zar Alessandro I, respinse l’invasione di Napoleone Bonaparte: la Russia diventa così una potenza d’Europa. Poi con lo Zar Alessandro II nel 1861 ci fu l’abolizione della servitù della gleba e alcuni tentativi di rendere la struttura economica più liberale.

Dopo la sconfitta contro il Giappone nel 1904 in quella che fu chiamata Guerra Mondiale Zero, per le difficoltà economiche e il malcontento della Prima Guerra Mondiale ci fu la storica rivoluzione del 1917: la Russia adottò il comunismo, la filosofia politica ed economica europea per eccellenza. Nel 1922 la Russia Sovietica, con l’Ucraina Sovietica, con la Bielorussia Sovietica e con la SFSR transcaucasica, firmarono il Trattato sulla creazione dell’URSS, l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche.

Dal 1922 al 1991, iniziando da Lenin e Stalin, e finendo con Gorbaciov e Eltsin, la storia della Russia è la storia dell’URSS. Tappa fondamentale fu quando Churchill convinse Stalin ad abbandonare la Germania nazista e a far parte dell’alleanza che sconfisse Hitler e Mussolini. È la Russia comunista di Stalin ad entrare nel 1945 a Berlino e insieme a Stati Uniti, Inghilterra e Francia misero fine a quella che per i russi fu la Grande Guerra Patriottica. Mentre nell’Oceano Pacifico furono ancora russi, cinesi e statunitensi a combattere contro il Giappone alleato della Germania, fino alla scelta estrema degli Stati Uniti di lanciare la bomba su Hiroshima e Nagasaki il 6 e il 9 agosto 1945: solo allora l’imperatore giapponese Hirohito ammise di non essere figlio di dei per cui i giapponesi erano disposti a dare la vita. La pagina più dolorosa della storia dell’umanità.

Dopodiché il comunismo russo, una filosofia politica ed economica completamente diversa dal liberismo democratico britannico e statunitense, fu la motivazione del famoso discorso di Churchill nel Missouri (USA) il 5 marzo 1946 sulla Cortina di Ferro che divise l’Europa in 2 sfere d’influenza: Italia, Germania ma anche il Giappone divennero sotto controllo delle basi americane della nascente NATO. La guerra fredda causò l’innalzamento del muro di Berlino nel 1961 che cadde solo il 9 novembre 1989. Il 1991 fu l’anno di trasformazione dell’URSS con l’indipendenza di diverse province come l’Ucraina, e la nascita della Federazione Russa attuale. Nel 1994 la Russia ereditò tutto l’arsenale nucleare con la firma del Memorandum di Budapest.

Cosa ti colpisce della storia russa?

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