La Russia è ampia, vastissima, immensa. È lo Stato più esteso al mondo con i suoi 17 milioni di chilometri quadrati. Pensate che dalla russa Kaliningrad, poco distante dalla Bielorussia, allo stretto di Bering ci sono 11 fusi orari. Tutto in Russia è esteso: pianure grandissime, montagne, laghi, fiumi, la taiga, la tundra, l’immensa siberia che solo a pronunciarla ci viene freddo.

Eppure in una terra così sconfinata esiste un confine naturale che è anche sostanziale e delimita due modi di vivere completamente diversi: i Monti Urali. A ovest infatti troviamo la Russia europea, quella che non solo si sente vicino culturalmente all’occidente, ma che da una parte ha influenzato con la propria letteratura e arti lo stesso pensiero europeo; e dall’altra ha assorbito la civiltà europea perfino nelle scelte politiche, col comunismo ad esempio che è l’ideologia europea per eccellenza. A est invece c’è la Russia asiatica con la Siberia e l’Asia, una zona tanto grande quanto vuota perché sempre meno popolata, difficile da tenere vicina a Mosca che si trova ad est, e sempre più influenzata dalle dinamiche asiatiche e dalla Cina.
La Russia fino agli Urali è una potenza europea in quanto confina con l’area continentale europea. Ma la Russia non è una potenza asiatica anche se confina col Kazakistan, con la Mongolia, con la Cina e con la Corea del Nord. Anzi, se le risorse energetiche come il petrolio e il gas naturale, sono un punto di forza della Russia asiatica, il controllo di tutti questi territori è invece un punto di debolezza. Inoltre le sue acque territoriali a est sono limitrofe con quelle di potenze come il Giappone e gli Stati Uniti. Non solo: dalle coste delle isole più a est della Russia si possono vedere letteralmente le isole statunitensi dello Stato federale dell’Alaska.

E poi c’è a nord l’Artico, e la Russia non da ora ma da fine Ottocento è stata interessata a rivendicare la propria primazia sul Polo Nord e su quelle acque e terre ghiacciate. Soprattutto ora, che si sa per certo che lo scioglimento dei ghiacciai per i cambiamenti climatici consentirà nei prossimi decenni l’attraversamento del Mar Glaciale Artico per diversi mesi estivi. Va da sé che la Russia ne vuole rivendicare il dominio, che fa sempre più gola a tutti gli Stati del nord, in primis Stati Uniti ma anche la Cina.

È paradossale che l’innalzamento delle temperature in tutto il mondo, insieme al sovrappopolamento in Africa e Asia, sono i due problemi più gravi che ha il nostro pianeta, per la Russia invece l’affiorare delle terre è tecnicamente un punto di forza, perché la mette in una posizione di vantaggio geografico oggettivo per il cambiamento di rotte marittime che si prospettano in futuro. Attraversare l’Artico è notevolmente più breve e meno pericoloso rispetto ad attraversare l’Indo Pacifico e i sempre più rischiosi stretti in Medio Oriente.

Proprio per questo motivo gli Stati baltici europei sono in questo momento la parte dell’Europa che più interessa agli Stati Uniti, che rivendicano perfino la danese Groenlandia. E gli Stati europei baltici sono proprio quelli che più temono la Russia dall’invasione dell’Ucraina, e che stanno già mettendo in atto diverse strategie comuni per la difesa dei loro territori e delle loro acque territoriali.
D’altra parte la Cina è sempre più interessata a sfruttare le rotte artiche grazie soprattutto all’influenza che sta esercitando sulla Russia dal 2014 e dall’invasione ucraina del 2022.

Conosci persone russe o di origine russa, e sei mai andato in Russia?
