77 – La geopolitica italiana con la Russia

I rapporti strategici dell’Italia nei confronti della Russia sono storici, così come quelli di tutti gli Stati europei fin da quando erano monarchie, imperi e oggi repubbliche. Ci sono stati rapporti di stima soprattutto per ciò che riguarda il soft power, cioè in tutti gli ambiti culturali. In generale subiamo ancora oggi il fascino per il popolo russo, così propenso al sacrificio pur di ottenere il proprio ruolo nel mondo. Ottimi sono stati i rapporti commerciali per l’importazione degli idrocarburi russi e l’esportazione di vestiti, macchinari e cibo italiano. Ma sono stati altrettanto ottimi i rapporti diplomatici italiani con la Russia, avendo sempre l’obiettivo di non isolarla rispetto agli altri Stati europei.

Tuttavia nel tempo ci sono stati anche relazioni conflittuali, soprattutto guidati dall’eterna diffidenza dell’Inghilterra che catalizzava strategicamente gli altri Stati europei contro la Russia. L’esempio più classico è la Guerra di Crimea nel 1853-56, quando Camillo Benso conte di Cavour decise di inviare un corpo di spedizione di 15.000 bersaglieri nel gennaio 1855 come Regno di Sardegna, accanto alla coalizione capeggiata appunto da Gran Bretagna e Francia. Un meccanismo strategico molto simile a ciò che è accaduto con la Guerra in Ucraina, che ancora oggi si protrae con le stesse motivazioni di diffidenza e paura: la storia non si ripete ma fa rima.

Ecco un organigramma della struttura di potere della Russia di Putin, realizzato da Limes.

L’Italia ha cercato di mantenere buoni rapporti con la Russia anche quando è stata creata la NATO e successivamente l’Unione Europea. Il Partito Comunista Italiano è ricordato storicamente come il più intellettuale fra i partiti comunisti europei e mondiali, apprezzato per la sua capacità di animare il dibattito in modo costruttivo e distinto rispetto alla struttura rigida del partito comunista sovietico. Questo fattore fa ancora oggi dell’Italia un interlocutore valido per i russi nonostante l’allineamento in difesa dell’Ucraina, il vero momento di svolta nei rapporti di tutte le diplomazie europee nei confronti della Russia di Putin.

Non va però dimenticato il momento in cui lo stesso Putin eletto da poco chiese di partecipare alla NATO, un gesto rivoluzionario se pensiamo alla storia della Russia, e che portò allo storico vertice NATO-Russia in Italia a Pratica di Mare il 28 maggio 2002. Quel giorno 19 Paesi NATO firmarono un accordo con la Russia per la nascita di un Consiglio NATO-Russia. Storica fu la stretta di mano fra Putin e Bush Jr.

Con obiettivi strategici la Russia ha creato inoltre nel tempo una struttura di vie fluviali e canali che dalla capitale Mosca consentono di raggiungere agevolmente via nave i 4 mari che la circondano e che la connettono con il mondo: Mar Bianco nell’Artico, Mar Baltico e quindi nord Europa, Mar d’Azov e Mar Nero e quindi Mediterraneo, e Mar Caspio cioè Caucaso e Medio Oriente.

C’è però un altro aspetto che avvicina l’Italia alla Russia: Roma.

Si perché il fascino per l’antica Roma e l’Impero Romano non solo si è manifestato in passato con la creazione di Bisanzio nel VII secolo a.C., diventata poi Costantinopoli nel 330 d.C. e famosa come la Nova Roma o seconda Roma durante l’Impero Bizantino. Questa città fu poi conquistata dai musulmani e dal 1930 nella moderna Repubblica Turca viene chiamata Istanbul. Attualmente è la città portuale turca, che con gli stretti di Bosforo e Dardanelli gli consente di controllare i traffici del Mar Nero, cioè fra la Russia e in generale fra l’Eurasia e il Mediterraneo, verso l’Africa e le Americhe.

Mosca viene chiamata la terza Roma proprio per quell’idea di agganciarsi al primo impero della storia. La creazione del rito ortodosso del cristianesimo aggancia e allo stesso tempo distingue Mosca dalla Roma ecclesiale.

Riporto le mappe di Limes su Roma.

Tanto è grande il fascino per Roma che negli Stati Uniti viene costruito il campidoglio a Washington come quello romano. Gli intellettuali americani ancora oggi si agganciano all’antica Roma per dare continuità all’evoluzione storica del mondo. Nelle loro intenzioni gli USA sono il massimo compimento della storia degli imperi, anche se trattandosi di una repubblica gli americani non si sono mai definiti apertamente un impero. Peccato che l’attuale Presidente Donald Trump risiede poco a Washington, la quarta Roma, e preferisce ospitare i leader stranieri nella sua residenza di Mar-a-Lago in Florida, denaturando così non solo quella storica assonanza, ma relegando l’America a un ruolo anche metaforicamente più marginale rispetto al mondo intero.

Per tutti questi motivi la diplomazia italiana è un buon punto d’incontro per i rapporti fra Russia ed Europa, e Roma si può ben candidare a un ruolo di accoglienza per le trattative negoziali fra il mondo eurasiatico e il mondo euro atlantico.

Vi suggerisco questi 2 video recenti sulla Russia e l’Ucraina e chi potrebbe trattare con Putin per l’Europa, e uno del Festival di Limes di febbraio 2026 sul confronto fra punti di vista russo, cinese, americano con a cuore l’Italia:

Cosa ne pensi del ruolo diplomatico dell’Italia, e di Roma come luogo di incontri fra paesi euro atlantici ed eurasiatici?

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