76 – L’Eurasia e la Federazione Russa

È possibile considerare la Russia nella sua interezza quando la collochiamo nel continente che da un punto di vista geografico avvolge sia l’Europa che l’Asia, cioè l’Eurasia.

Stiamo parlando della più vasta area del mondo, un continente che ingloba 54 milioni di chilometri quadrati, limitato dalle acque degli oceani: a nord l’Artico, a est il Pacifico, a sud l’Indiano e a ovest l’Atlantico.

Comprende tutti gli Stati dell’Europa e dell’Asia, e quelli che li uniscono fra loro sono una demarcazione storica e geopolitica. I collegamenti sono rappresentati dalla catena montuosa russa degli Urali, il fiume Ural, i 2 mari interni Mar Caspio e Mar Nero, gli stretti turchi del Bosforo e del Dardanelli, l’Egitto con il canale artificiale di Suez, il Mar Rosso e lo stretto di Bab El Mandeb.

In quest’ottica il nostro Mar Mediterraneo non è un mare interno ma un mare esterno, punto d’incontro fra l’Eurasia, l’Africa e tutti gli scambi interconnessi fra est e ovest. Allo stesso modo lo Stretto e il Mare di Bering a est delimitano il confine marittimo fra l’Eurasia e il continente americano: in questa prospettiva i confini fra America e Eurasia sono gli oceani Atlantico e Pacifico.

Da un punto di vista geopolitico ed economico l’Eurasia viene definita così per indicare tutte le dinamiche di cooperazione e contrapposizione di questa vasta area, a cui fa parte anche l’Italia, e che vede proprio nella Federazione Russa la parte geograficamente più ampia. Ma non la più popolosa, che invece spetta a Bharat (India) e alla Cina, cioè gli Stati più abitati al mondo con 2,882 miliardi di persone.

L’Eurasia è una prospettiva geostrategica contrapposta a quella della dominazione dei mari raggiunta da inglesi e americani, e che ha caratterizzato la loro espansione e la loro leadership geopolitica ed economica nel mondo. Chi domina i mari difendendo il libero scambio degli stretti principali esercita l’influenza più importante, perché gli scambi commerciali ancora oggi sono effettuali quasi totalmente attraverso le navi mercantili. Invece il concetto di Eurasia si contrappone a questa idea talassocratica (cioè di dominio dei mari) perché pone l’accento sul territorio più vasto al mondo e che in prospettiva potrebbe diventare il più influente. In quest’area troviamo la storia e le visioni dell’impero russo, dell’impero turco-ottomano, di quello iranico-persiano, l’impero di mezzo cinese, e l’emergente Bharat (India) con la sua politica di non allineamento (idea anticoloniale). Il tutto circondato dai 2 oceani che in futuro saranno probabilmente i più importanti, cioè l’Indo Pacifico e l’Artico con tutti gli stretti connessi.

Gli Stati “a confine” fra Europa e Asia sono un po’ come Giano bifronte, con popolazioni che si sono spostate e mescolate, e che ancora oggi subiscono maggiormente le influenze di entrambe le parti: di conseguenza sono anche i più instabili politicamente e socialmente. Da un punto di vista statunitense, stiamo parlando di questa “nuova cortina” che attraversa il confine con la parte europea della Russia da nord fino all’area caucasica.

A questo proposito vi consiglio 2 interviste apparse prima e dopo le elezioni in Ungheria di un mese fa. L’Ungheria è un esempio di Stato a confine fra Europa e Russia-Asia, ambivalente perfino nel modo di vedere la stessa guerra in Ucraina.

In questo contesto eurasiatico è più facile vedere i collegamenti fra le 2 guerre in Ucraina e in Asia Occidentale, entrambe aree a confine del sistema euro-atlantico. Ecco perché è così interessante che l’Europa non ha seguito gli USA e Israele nella loro guerra in Iran. Inoltre emerge ancor più l’urgenza, tipica della Federazione Russa, di mantenere stabile la zona del Caucaso, che potrebbe unire irreparabilmente le 2 guerre. Sempre in un contesto euroasiatico si può infine collocare il conflitto latente sulla supremazia dei mari cinesi e su Taiwan, punti di contrasto fra Stati Uniti e Cina.

Un approfondimento sull’Ucraina come terra di mezzo euroasiatica lo trovate nel panel del recente Festival di Limes di Genova 2026:

Interessante mettere l’accento anche su Israele, estremo avamposto dell’occidente americano in Asia Occidentale. Vi consiglio quindi il panel dedicato nello stesso Festival:

Sappiamo infine che tutti gli Stati europei erano visti come “terre di spartizione” fra Stati Uniti e URSS durante la Guerra Fredda. Oggi invece l’allontanamento dall’Europa da parte degli USA e quello di Mosca verso la Cina, fanno emergere una Comunità Europea che si interroga non solo sull’entrata di altri paesi come Albania, Montenegro, Moldova e la stessa Ucraina, ma anche sul proprio ruolo nel mondo. È questa la vera sfida futura per l’Europa: cosa succederà quando si arriverà alla pace fra russi e ucraini-europei?

A questo proposito vi consiglio la recentissima intervista e il podcast di Orietta Moscatelli su come Putin si sta già muovendo sia esternamente sia internamente alla Russia, proprio in una prospettiva post guerra in Ucraina:

Lo svuotamento della NATO voluto dagli USA e il conseguente disinteresse all’Europa, sta spingendo soprattutto la Polonia e ancor più la Germania a riarmarsi e a contendersi il primato militare europeo, in collaborazione con il “gruppo dei volenterosi” cioè Inghilterra, Francia e Italia. È forse questo il nucleo europeo che potrebbe guidare la Comunità, ovviamente modificando i trattati?

L’Europa al tempo della sua lenta formazione e con il bene placido degli USA-NATO aveva come obiettivo di avere “i russi fuori, gli americani dentro e i tedeschi sotto”. Oggi, con una NATO più sfilacciata proprio a causa degli USA che sembrano disinteressarsene, notiamo che l’Europa sta cambiando e presenta una prospettiva quasi capovolta, con gli americani che vogliono starne fuori, i russi che spingono per rientrarci e i tedeschi che vogliono primeggiare.

Vedremo cosa succederà fra queste 2 visioni, euroatlantica ed euroasiatica, al contempo antitetiche e complementari.

Cosa sai dell’Eurasia?

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