61 – Una nuova idea di USA, forse

Tutto quello che riguarda il ruolo degli Stati Uniti del mondo dal Novecento a oggi sta cambiando, ma non con Trump. Come spiegato nell’articolo “Pagare è comandare” https://www.geopoliticamonamour.it/2024/06/17/14-pagare-e-comandare/ e soprattutto sul libro di Fabrizio Maronta “Deglobalizzazione”, già da almeno 15 anni la strategia degli USA si sta spostando: non vogliono più essere il modello del mondo, la vocazione universale che ha caratterizzato il loro modo di essere fin dall’inizio, ma vogliono concentrarsi più verso loro stessi e il loro ambito originario delle Americhe, o poco più.

Se guardiamo le faglie fra gli stati, i luoghi dove combattono gli americani e il confronto con la Cina, i 3 ambiti prioritari degli Stati Uniti di oggi, vediamo subito che la vittoria di Trump nel novembre 2024 era quasi una sorte già scritta.

Sicuramente però l’impronta più determinante la sta dando proprio il secondo governo Trump e tutto il mondo dei trumpiani o dei Maga. Voglio riportarvi 2 foto degli incontri più importanti che ci sono stati negli ultimi mesi e i principi su cui si basa il vicepresidente Vance.

Sintetizzando assistiamo a una nuova strategia degli USA, una vera rivoluzione interna e nel mondo, in cui gli americani sono le prime vittime perché è all’interno degli Stati Uniti che si confrontano o meglio si scontrano i 2 modi di essere americani. Da una parte restano coloro che si proiettano verso il mondo e vogliono continuare il loro modello universale anche se non più come prima: questa è l’idea che prevale soprattutto negli elettori democratici e si manifesta in diversi ambiti e luoghi della cultura e delle istituzioni. Poi ci sono i repubblicani, o meglio ancora i Maga di sui il presidente Trump è l’emblema.

Ma le sfumature sono tante. Bisogna entrare proprio nei Stati Uniti, conoscere gli americani del Midwest così differenti da quelli delle coste atlantiche o pacifiche. Bisogna entrare nei luoghi d’incontro della nuova destra statunitense e tutte le varianti della galassia Maga, ormai molto differente dal partito repubblicano come eravamo abituati a conoscere nei decenni passati.

Il vero problema è che questo cambiamento sta avvenendo in questo periodo storico più confuso che mai, o forse avviene proprio in funzione ad esso. Dall’inizio della guerra in Ucraina il 24 febbraio 2022, e prima ancora dall’assalto a Capiton Hill il 6 gennaio 2021 e dalla rocambolesca ritirata degli Stati Uniti dall’Afghanistan nell’agosto 2021, il mondo non vede più negli USA il punto di riferimento, ma da esso altri Stati vogliono differenziarsi ed emergere più che possono. Sta avvenendo di fatto una destabilizzazione a livello globale. La galassia del “mondo contro” nasce proprio di conseguenza alla destabilizzazione interna degli USA. Cina e Russia sono i primi competitori ormai storici; a questi si associano la Corea del Nord, l’Iran e l’India, ma ci sono altri Stati perfino vicini agli USA che vogliono il loro ruolo nel mondo, come ad esempio la Turchia.

Per poter approfondire meglio tutti questi aspetti prima di tutto interni alla società statunitense, vi riporto 3 interviste a Federico Petroni che all’interno di Limes è il referente degli USA e che diverse volte negli ultimi 2 anni è andato negli Stati Uniti ed è entrato proprio nei luoghi di potere del nuovo mondo Maga.

Ecco i 3 link che potete trovare sul canale Mappamundi di YouTube.

La ritirata americana: il tentativo di Trump di ripiegare e di ridefinire l’impero USA.

Cambio di regime. La nuova rivoluzione americana: Trump alla sfida del voto.

La destra nazionalista. Trump e il caso Epstein.

Alla luce di questo cambio di prospettiva all’interno degli USA e nei confronti del mondo, cosa provi e cosa pensano i tuoi coetanei?

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