89 – La Cina e l’Europa

Come la Cina non può fare a meno dell’Europa, fosse anche solo per motivi commerciali, tanto più noi non possiamo fare a meno della Cina, soprattutto per motivi geopolitici. Negli ultimi anni e indipendentemente da chi governa Russia e Stati Uniti, l’Europa è più schiacciata da est e da ovest, e non può sperare di supplire alla mancanza di collaborazione americana e russa puntando solo sull’Africa. L’Europa è parte dell’Eurasia, del sistema atlantico, e del sistema euro-africano dove proprio l’Italia è in prima linea. Tuttavia per trovare una nostra identità europea non legata solo al passato ma che guardi al futuro, noi europei dobbiamo cominciare a chiederci seriamente a che punto siamo con l’Asia Pacifico e l’Asia Indiano, e soprattutto come collaborare con la Cina, unica delle 3 potenze mondiali non solo a non essere in guerra, ma che è innegabilmente in espansione geopolitica ed economica. Anche se il passato può condizionare molte scelte che si compiono nel presente, l’unica cosa che avverrà è nel futuro: creare le condizioni per un serio e produttivo incontro fra la cultura europea e la cultura cinese oggi, è la base per costruire un rapporto vicendevolmente costruttivo non solo commerciale ma anche geopolitico fra i nostri popoli.

Prima di sviscerare il rapporto fra Cina ed Europa vi consiglio questo video del Direttore Lucio Caracciolo sull’uscita del numero di questo mese di Limes: spiega a che punto siamo fra le guerre nel mondo e il rapporto fra le 3 potenze mondiali rispetto a noi europei e italiani.

Proprio per guardare meglio in faccia la realtà che viviamo, direi di iniziare subito dalle note dolenti, cioè dalla differenza profonda che esiste oggi fra Cina ed Europa: e vedrete che si tratta dell’unica vera differenza fra i due popoli, e che deriva da storie e scelte politiche diverse. Sto parlando dei diritti politici, sociali e civili.

Il 30 luglio 2026 il quotidiano italiano “La Repubblica” ha pubblicato un interessante confronto fra tutti i Paesi del mondo con una “Mappa dei diritti: così la democrazia si restringe nel mondo”.

Al di là di quali Stati stanno salendo o scendendo in campo dei diritti, la cosa che salta subito all’occhio è che l’unica ampia zona al mondo che si basa da 80 anni su una democrazia liberale, con governi scelti da libere elezioni e che tutelano i diritti e le libertà individuali attraverso lo Stato di diritto e le costituzioni, è solo l’Europa. Gli Stati Uniti sono da 250 anni una democrazia elettorale, cioè la sovranità popolare viene delegata ai governanti. La Federazione Russa dal 1992 ma soprattutto con la presidenza di Putin è una autocrazia elettorale, cioè una forma di governo autoritaria in cui le elezioni multipartitiche sono un processo governato in modo da impedire una reale alternanza di potere. La Repubblica Popolare Cinese dal 1949 viene definita autocrazia chiusa, cioè un sistema politico in cui il potere viene esercitato dal Presidente e un gruppo ristrettissimo di individui e non ci sono elezioni popolari: il Segretario eletto nel Congresso del Partito Comunista diventa il Presidente della Cina.

Abbiamo quindi 4 modi diversi di esercitare il potere politico e di determinare le libertà dei rispettivi popoli, e ciascuna di queste dipende dalla storia più o meno lunga dei rispettivi Stati.

Quindi se ci basiamo solo su questo aspetto potremmo pensare subito che Cina ed Europa non hanno nulla in comune. Ma si tratta di un inganno: se analizziamo nel dettaglio le lunghe storie di entrambe queste terre e popoli, le culture e perfino in cosa credono i cinesi rispetto a noi, a partire dalla repulsione verso la guerra, scopriremo più punti in comune che differenze.

Come abbiamo visto la Cina ha una lunga storia e durante la maggior parte del tempo ha combattuto soprattutto all’interno del suo territorio. Perfino oggi il controllo delle popolazioni dell’ovest sono il primo pensiero del governo di Pechino.

Anche in Europa è così. Abbiamo una lunga storia e per la maggior parte del tempo abbiamo fatto la guerra fra di noi, fino ad estendere le nostre guerre in tutto il pianeta come nella prima e seconda guerra mondiale. Il progetto dell’Europa Unita ancora in divenire ha proprio lo scopo di superare i conflitti interni passati, e valorizzare le caratteristiche di ciascun Paese.

La cultura cinese è antichissima, costruita su filosofie che hanno determinato le scelte politiche delle dinastie imperiali, e che hanno prodotto scritti e arti che non smettono di affascinare tutti i popoli del mondo.

Anche l’Europa vanta filosofie antiche nate in Grecia e nel Mediterraneo, che hanno influenzato i diversi sistemi politici basati anche sui principi dell’antico diritto romano e sulla rivoluzione francese. Le culture e le arti europee, compresa quella russa, ancora oggi sono oggetto di studio in ogni luogo di studio del pianeta.

La Cina moderna vuole uniformare il più possibile la numerosissima popolazione, si preoccupa di salvaguardare la crescente economia attraverso i commerci esteri, e si sente in un periodo di rinascita rispetto al periodo in cui ha subito la nostra colonizzazione.

L’Europa ha uniformato moltissime regole fra i 27 Paesi che ne fanno parte, per migliorare i commerci interni e la propria economia e valuta, e per affrontare nel modo migliore le altre economie mondiali compresa quella cinese. Basti vedere come la Cina è vicina anche fisicamente all’Europa attraverso le filiali delle sue aziende o le partecipazioni ad aziende e città europee.

La Cina vive soprattutto di export: ha una manifattura nota in tutto il mondo, ma deve importare continuamente materie energetiche per il fabbisogno industriale e della popolazione.

Anche l’Europa vive soprattutto di commercio estero avendo una produzione interna di alto valore, ma manca di materie prime soprattutto energetiche che deve importare. La Cina è un mercato importante anche se viene controllato per salvaguardare i prodotti interni e per i legami che abbiamo con il sistema atlantico.

La Cina è comunista e disciplinata. È altamente strutturata e burocratizzata: l’apparato statale esercita il potere in ogni ambito e in ogni provincia.

L’Europa è formata da Stati che sono o monarchie o democrazie parlamentari o presidenziali. Ciascuno Stato esercita tramite libere elezioni la propria sovranità: le strutture e le burocrazie statali sono antiche (a partire dalla Francia di Re Sole) e molto consolidate. A queste si somma la Comunità Europea anch’essa molto strutturata. Per questo il sistema europeo esercita molto interesse e viene attentamente studiato dal governo cinese, forse perfino ammirato.

Il popolo cinese è sostanzialmente pacifico, crede nell’amicizia e nell’armonia. Curioso, metodologico, vuole migliorarsi ed è disposto a rinunciare a diritti per il benessere. Vivono nella cultura del lavoro, sono portati per la tecnologia, sono competitivi. Stanno invecchiando e le nuove generazioni non riuscendo a migliorare il proprio tenore di vita come vorrebbero tendono a deprimersi. Sono in un periodo di transizione.

Anche noi europei siamo in un periodo di transizione. Siamo un popolo pacifico e interveniamo nelle guerre solo per motivi umanitari o di difesa in accordo con la NATO. Siamo l’area al mondo con la popolazione più anziana e per questo ci concentriamo sugli aspetti economici. Dalla fondazione dell’Unione Europea e soprattutto adesso stiamo guardando il mondo in modo più autonomo rispetto al legame con gli Stati Uniti. Diamo sempre più valore a prodotti e servizi europei anche tecnologici e stiamo facendo scelte più autonome in ambito commerciale. Anche se esistono 4 aree dell’Europa diversificate per motivi geopolitici (basti vedere la reazione alla Guerra in Ucraina) abbiamo più fattori che ci uniscono rispetti a quelli che ci dividono.

La Cina è una potenza mondiale da un punto di vista tecnologico e geopolitico ai massimi livelli. Pensa se stessa nel mondo e non solo nell’Indo Pacifico: per questo si espande in tutto il mondo. La Cina teme la NATO come tutti i Paesi BRICS e del “mondo contro”, e teme il riarmo europeo. È uno Stato sostanzialmente solo nonostante le alleanze e i rapporti diplomatici: fa fatica a vedere gli altri come amici perché si sente diversa, ma li cercano e li vorrebbero.

L’Europa non è una potenza geopolitica perché il potere e la difesa vengono esercitati dai singoli Stati e quindi non viene vista come un’unica entità. Anzi sia gli Stati Uniti che la Federazione Russa temono che lo diventi e per questo esercitano diversi tipi di ingerenze nei singoli Stati europei. Siamo delusi dagli Stati Uniti oltre che increduli, e in diversi modi temiamo la Russia, anche se siamo sostanzialmente pronti a riprendere i rapporti a guerra finita.

In tutto questo ci sono 2 aspetti su cui noi europei dobbiamo porre la nostra attenzione, anche nei confronti della Cina. Prima di tutto il nostro ruolo diplomatico di negoziatori fra le 3 potenze mondiali e nei conseguenti conflitti nelle diverse parti del mondo. Come ha dichiarato il Ministro della Difesa italiano Guido Crosetto in un recente convegno “occorre essere forte perché in un mondo così se non sei forte nessuno ti considera”. E poi ha aggiunto: “soprattutto noi europei abbiamo un ruolo morale che però dobbiamo costruire con la forza”. Questo per fare chiarezza che l’Europa è ormai sola da un punto di vista difensivo, e se vogliamo confrontarci con Russia, Cina e Stati Uniti dobbiamo renderci anche militarmente autonomi.

Un secondo aspetto riguarda le alleanze e quindi un nuovo modo di pensare i rapporti internazionali non singolarmente ma collegialmente. E qui vale la regola che è più facile avere amici lontani, e quindi alleanze con paesi geograficamente distanti, rispetto ai vicini con cui si possono avere continue frizioni. Per questo Cina ed Europa sono naturalmente candidati ad avvicinarsi.

Per finire vi consiglio 2 video. Il primo è di Giorgio Cuscito, analista sinologo di Limes, che parla del soft power cinese.

Il secondo è in recentissimo video di Alessandro Aresu esperto in geopolitica dell’intelligenza artificiale, che si interroga se la super intelligenza riuscirà a dare risposte all’umanità.

Cosa sai delle relazioni fra Cina ed Europa?

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